La radioterapia

3 Novembre 2017

La radioterapia, come unica soluzione terapeutica o in associazione alla chemioterapia e/o alla chirurgia, rappresenta un’importante, ed al momento insostituibile, metodica nel trattamento delle neoplasie. Nel corso degli ultimi trent’anni, il miglioramento tecnologico e la più accurata impostazione del trattamento radiante hanno minimizzato l’incidenza delle complicanze. Resta tuttavia una quota consistente di pazienti, non prevedibile prima del ciclo terapeutico, che andrà incontro ad un danno acuto, sub-acuto o cronico dei tessuti sani compresi nel campo radiante. L’effetto tossico più comune che si manifesta ai pazienti in trattamento radioterapico è la Radiodermite che ha dei sintomi che variano da un arrossamento cutaneo, alla formazione di vescicole fino a vere e proprie ulcerazioni della pelle nell’area trattata. Nella pratica clinica e assistenziale quotidiana la Radiodermite viene suddivisa in: Radiodermite Eritematosa e Radiodermite Eritemato-bollosa. Nella Radiodermite Eritematosa la cute si presenta intensamente arrossata, leggermente edematosa, spesso pruriginosa. Successivamente il colorito si fa più intenso, l’edema si attenua e a distanza di tempo sopravvengono caduta di peli e desquamazione fur

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7 Settembre 2017

L’ascesso perianale è una patologia molto frequente. E’ caratterizzato dallo sviluppo di una cavità piena di pus in prossimità dell’ano o del retto. Nelle condizioni più gravi o mal gestite, questa condizione può evolvere al quadro clinico della Gangrena Perineale (Malattia di Fournier), condizione che mette a rischio la vita della persona! Origina da un’infezione di una ghiandola localizzata nel canale anale, a pochi centimetri dall’orificio, attraverso la quale batteri o materiale fecale entrano nel tessuto perianale. Alcune condizioni quali le malattie infiammatorie del piccolo e grosso intestino, o le ragadi anali, possono rendere queste infezioni più frequenti. Come tutte le raccolte di materiale purulento, anche l’ascesso perianale richiede il drenaggio: questo può avvenire spontaneamente o necessitare di un trattamento chirurgico in urgenza! Ne residua una cavità che, a seguito di accurate medicazioni, può andare incontro a progressiva risoluzione oppure, qualora persista la comunicazione con la ghiandola anale che ha sviluppato l’infezione primitiva, sviluppare una Fistola perianale. La Fistola perianale è quindi un tunnel che attraversa i piani muscolari dell’ano ret

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9 Agosto 2017

La malattia pilonidale è una patologia molto frequente. Consiste nella formazione di una cisti a livello del sacro o del coccige e può essere associata o meno a tramiti fistolosi che si aprono all’esterno facendo fuoriuscire siero o, in caso di sovrainfezione batterica, materiale purulento. In nessun caso la cisti o la fistola hanno comunicazione con il canale anale. Anche se sono di gran lunga i maschi, più spesso bruni con pelle grassa, ad esserne affetti non è infrequente il rilievo di cisti pilonidale anche nelle giovani donne. La causa che porta allo sviluppo di questa malattia è probabilmente da associare alla ritenzione di peli a livello della plica interglutea, anche se è ancora controverso se tale fenomeno sia relativo ad una condizione congenita neonatale o al semplice incistamento dell’annesso pilifero. La malattia pilonidale è da considerarsi una malattia della giovane età poichè il suo esordio avviene intorno alla pubertà: di solito si manifesta con una tumefazione nella sede interglutea, che con il tempo da origine a delle piccole fistole che si aprono sulla cute e dalle quali possono uscire peli. La predisposizione familiare, l’abbondante sudorazione il sovrappeso e il microtrauma costante, ad

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12 Luglio 2017

L’Ossigenotarapia iperbarica consiste nella somministrazione di Ossigeno puro in camera iperbarica che viene pressurizzata a una pressione superiore di quella atmosferica. Questa metodica rende possibile il dissolvimento dell’Ossigeno nel plasma ad una concentrazione anche 15 volte superiore a quella normale. Con una concentrazione così elevata l’ossigeno arriva perfino in quei distretti dove non penetrano i globuli rossi a causa di una qualsiasi patologia. La camera iperbarica normalmente è conosciuta per il trattamento degli incidenti subacquei per risolvere le embolie da decompressione. L’ossigenoterapia iperbarica trova inoltre molte indicazioni tra le quali l’effetto battericida sui batteri anaerobi (sono batteri che sopravvivono senza ossigeno), potenzia l’attività di alcuni antibiotici, facilita la proliferazione vascolare, favorisce la produzione di collagene. Per questi motivi trova applicazione nella cura delle ferite acute e croniche che risultano particolarmente difficili da trattare con i trattamenti convenzionali. Le indicazioni principali all’utilizzo dell’ossigeno iperbarico sono le gravi infezioni dei tessuti cutanei, la gangrena gassosa, negli innesti cutanei a rischio di rigetto e anche

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10 Giugno 2017

Sempre più spesso, ci troviamo di fronte a donne giovani operate alla mammella, per noduli o anche per tumori. Lo screening serve a fare una diagnosi precoce per ottenere un elevato tasso di guarigione. Le tecniche chirurgiche si sono così affinate essendo meno invasive e ottenendo risultati clinicamente validi ed esteticamente apprezzabili, senza dover ricorrere a gravi mutilazioni invalidanti anche la sfera psicologica. La gestione della ferita chirurgica nel post operatorio, del drenaggio sono fondamentali per la buona riuscita estetica. Le complicanze più frequenti di questo tipo di interventi sono l’ematoma, l’infezione il sieroma e la deiscenza (la riapertura della ferita). L’avvento di medicazioni avanzate e una accurata gestione della ferita, hanno ridotto notevolmente queste complicanze. La vera svolta è stata data dalla Terapia a Pressione Topica Negativa portatile. Questo dispositivo correttamente posizionato, da personale qualificato, crea un sottovuoto che permette l’aspirazione continua dei liquidi e del sangue dalla ferita stessa, evitando così la stasi che, come noto, favorisce la crescita dei batteri. Ci sono degli studi controllati che attestano una riduzione delle infezioni e delle deiscenze pari

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19 Maggio 2017

Il prurito, è una fastidiosissima e frequente sensazione conosciuta a tutti noi e può anche essere un sintomo di malattia in qualsiasi soggetto e in qualsiasi epoca della vita. Quando ciò accade nella terza età prende il nome di “prurito senile”. Questa condizione sgradevolissima porta il soggetto che ne è affetto, a grattarsi in maniera spasmodica fino ad arrivare al punto di provocarsi delle vere e proprie lesioni cutanee da grattamento, che possono sfociare in vere e proprie ulcerazioni cutanee anche di una certa rilevanza clinica. La cute dell’anziano presenta un assottigliamento dello strato dermo epidermico ed un impoverimento del film idrolipidico, con un incremento della secchezza della cute e un incremento della desquamazione con riduzione dell’elasticità cutanea e dell’effetto barriera. Si associa inoltre ad una ridotta capacità di sintetizzare la Vitamina D e una maggior vulnerabilità alle infezioni cutanee, dovuta ad una riduzione immunitaria della cute stessa. Il prurito senile è spesso diffuso a tutto l’ambito cutaneo e piuttosto persistente, con possibili fasi acute in concomitanza con l’assunzione di cibi caldi e/o piccanti, alte temperature, stress emozionali o anche assunzione di

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16 Marzo 2017

E’ esperienza corrente per un professionista del settore, incontrare pazienti che convivono con ulcere cutanee che non guariscono, anche da anni. Si definisce ulcera cronica una lesione cutanea che non guarisce in sei settimane. Oltre questo periodo temporale, che la letteratura scientifica ci mette a disposizione, è irrinunciabile rivalutare compiutamente il paziente, la sua storia clinica, la sua condizione sociale e familiare, e anche i trattamenti locali posti in essere. Se la guarigione non arriva evidentemente c’è qualcosa che non va e deve essere identificato e possibilmente rimosso, pena l’insuccesso terapeutico con il perseverare di sofferenze logoranti per il paziente e per i suoi familiari. Di fondamentale importanza è l’inquadramento del paziente, capire la causa dell’ulcera e se sono presenti altre infezioni in atto, come per esempio una polmonite o altre comorbilità come diabete, vasculopatie, assunzione di farmaci che ritardano la guarigione (Cortisone, chemioterapici) e quant’altro serva a dare un giudizio e una consulenza specialistica provveduta. Come ho citato altre volte lo stato nutrizionale del paziente gioca un ruolo cardine nella guarigione delle ferite. Un paziente denutrito o malnutrito non pot

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26 Gennaio 2017

I traumi sono la prima causa di accesso al Pronto Soccorso in età infantile e rappresentano circa il 28 % di tutti gli accessi in età pediatrica. Il luogo in cui si verificano gli eventi traumatici è proprio l’ambiente domestico ritenuto comunemente l’ambiente sicuro per eccellenza. Il primo passo da compiere è sicuramente sul piano della prevenzione evitando di lasciare inavvertitamente oggetti pericolosi  (es. i coltelli) a portata di mano dei bambini. Oppure, ancora, far bollire l’acqua sul fornello più vicino al muro della cucina evitando così di catturare l’attenzione del bambino, sia il rischio che lui possa tirarsela addosso provocandosi lesioni che possono essere molto gravi e invalidanti. Coprire gli angoli dei tavolini, con gommapiuma o con protezioni dedicate per evitare dei traumi al capo. Dopo questa premessa, alcuni suggerimenti semplici, ma, spero, efficaci sull’approccio giusto per assistere i propri bambini quando si  procurano delle ferite. Sia in caso di ferite traumatiche che di ustioni è importante lavare con acqua corrente la ferita. Questa manovra produce immediatamente tre effetti: riduce il dolore, asporta i detri

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30 Novembre 2016

claudicatio-intermittens-2La chiamano sindrome delle vetrine perché chi ne soffre deve fermarsi, mentre cammina, a causa di un dolore alla gamba, una specie di crampo, che costringe a frequenti pause. I portatori di questa sindrome si fermano con la scusa di guardare le vetrine dei negozi (quando ci sono) ma in realtà a causa del dolore. In termini tecnici si parla invece di claudicatio intermittens, il sintomo più tipico dell’arteriopatia periferica, condizione caratterizzata da occlusioni o restringimenti nelle arterie degli arti. L’arteriopatia periferica è la “punta dell’iceberg” di un processo aterosclerotico che riguarda tutto l’organismo e che è alla base anche di infarto cardiaco e ictus. I restringimenti e le occlusioni nelle arterie sono provocati da placche aterosclerotiche, ispessimenti della parete arteriosa che causano una riduzione del flusso di sangue, con conseguente sofferenza dei tessuti dell’arto interessato. I fattori che favoriscono l’arteriopatia periferica sono gli stessi coinvolti nel processo aterosclerotico di tutto l’organismo (età avanzata, fumo, diabete, livelli elevati di colesterolo e trigliceridi, sovrappeso, obesità, vita sed

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2 Novembre 2016

medicazioni-avanzateLa tecnologia, la biotecnologia, la ricerca e l’industria, hanno reso possibile la produzione e commercializzazione di medicazioni che appena dieci anni fa erano impensabili. Oggi è possibile usufruire di trattamenti con medicazioni avanzate e tecnologie all’avanguardia (ultrasuoni, terapia a pressione negativa, compressione pneumatica intermittente, ecc.) che permettono di arrivare ad ottimi risultati nella cura delle lesioni cutanee acute e croniche, delle ulcere vascolari, insieme a quelle del piede diabetico e delle cicatrici post-operatorie. Nel trattamento delle lesioni croniche e difficili la scelta della medicazione giusta è di fondamentale importanza, per raggiungere la guarigione. La scelta del presidio idoneo non è casuale, ma personalizzata rispetto allo stato della lesione e alle condizioni del paziente. L’evoluzione della tecnologia ci mette a disposizione oggi una ampia gamma di medicazioni particolari con proprietà specifiche, chiamate medicazioni avanzate e così definite: materiale di copertura con caratteristiche di bio compatibilità – processo che si identifica nell’interazione del materiale, con un tessuto favorendo una reazione desiderata (Evidence Based Nursing –

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