EMOLED: La Luce Blu che rigenera

6 Luglio 2018

Un’arma in più per accelerare la guarigione delle ferite e delle ulcere cutanee, utilizzabile sia a domicilio che in ambulatorio.
“EMOLED” La Luce Blu che rigenera.

Il processo di guarigione di una ferita è un processo biologico che ha uno sviluppo lineare che consta di quattro fasi ben note e distinte. La fase coagulativa o emostasi (che interviene immediatamente dopo l’insorgenza della  lesione), la fase infiammatoria in cui l’organismo risponde all’insulto ricevuto, la fase proliferava vera e propria con la crescita di nuovo tessuto e la fase del ri-modellamento del tessuto stesso.

Può succedere che, per alterazioni del processo riparativo, si possano avere dei ritardi nella guarigione della ferita con il conseguente sviluppo di ferite cutanee croniche definite con il nome di ulcere. I fattori che determinano questa situazione sono i più disparati e abbracciano svariate cause: dalla cattiva gestione della ferita stessa, dall’uso di materiali scadenti o inappropriati, a patologie metaboliche come il diabete (noto a tutti per la sua capacità di ritardare la guarigione delle ferite), alle malattie dermatologiche, alle infezioni fino ad arrivare alle malattie oncologiche.

Negli ultimi anni grazie alla diffusione dei LASER e delle sorgenti LED sono stati compiuti molti studi sperimentali sull’uso di tecnologie fototerapiche per aiutare e sostenere il processo di guarigione delle lesioni cutanee. Grazie a questa attività è stato riscontrato che determinate lunghezze d’onda della luce visibile, nell’intervallo del blu, sono in grado di aiutare in modo naturale il processo di guarigione delle lesioni cutanee, grazie alla presenza nel sangue e nelle cellule epiteliali di elementi sensibili a tali lunghezze d’onda. La Luce LED Blu agisce sulle ferite, sia acute che croniche, con due modalità diverse: l’effetto fototermico e l’effetto fotochimico.

Nel caso di una ferita complicata da sanguinamento, la Luce Blu interviene nella fase di emostasi attraverso il suo effetto fototermico. In particolare agisce direttamente sul sangue fuoriuscito che, assorbendo la luce, si scalda, inducendo in tal modo il rilascio istantaneo dei mediatori della coagulazione.

Nella successiva fase infiammatoria del processo di guarigione la Luce Blu agisce attraverso il suo effetto fotochimico. In particolare è stato osservato che il trattamento innesca sistemi di segnalazione intracellulare, tra i quali le specie reattive dell’ossigeno che attivano rapidamente il rilascio di mediatori pro-infiammatori.

La Luce Blu interviene con il suo effetto fotochimico anche nelle due ultime fasi del processo di guarigione, sia nella fase di crescita di nuovo tessuto (fase proliferativa) sia nella fase del rimodellamento del tessuto neoformato. In questa fase l’effetto della Luce Blu risulta essere essenziale per lo stimolo della formazione di nuovi vasi sanguigni e la ricostituzione della normale vascolarizzazione. Tutto ciò produrrà un maggior trasporto di sostanze nutritive e ossigeno, essenziali per la guarigione.

E’ bene precisare che la Luce Blu è un’arma in più in possesso dei sanitari per arrivare alla guarigione, ma quest’ultima non può assolutamente sostituire le buone pratiche di medicazione, di bendaggio, i materiali da medicazione di alta qualità e di quant’altro la comunità scientifica abbia validato fino ad oggi. La Luce Blu, come tutti i trattamenti avanzati, non deve essere utilizzata in maniera inappropriata, ma deve essere gestita da personale qualificato ed esperto affinché possa erogare il massimo del suo potenziale.

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Posted in blog infermiere

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