Illustrazione: donna che torna a camminare libera, lasciando le stampelle a lato

Dopo un piccolo intervento chirurgico, come l’asportazione di un neo, il decorso post-operatorio è di norma semplice. Non è sempre così: a volte un elemento rimasto nella ferita — come un punto di sutura ritenuto — può contribuire a mantenere attiva un’infiammazione, trasformando un decorso abitualmente semplice in un problema di mobilità reale per il paziente. È quanto raccontato in questo caso.

Il caso clinico

La paziente si è presentata alla visita con le proprie stampelle; il dolore, che riferiva presente da circa un mese, le rendeva difficile camminare normalmente. Alla prima visita ho riscontrato, sull’arco plantare, una lesione con tessuto necrotico (cioè andato incontro a morte cellulare) e margini introflessi (i bordi della ferita ripiegati verso l’interno), oltre a un’area di callosità. La palpazione, sia superficiale che profonda, provocava dolore vivo, ed era presente una secrezione sierosa (liquido chiaro, tipico di un’infiammazione in corso).

Il trattamento

Ho eseguito un debridement (pulizia chirurgica del tessuto necrotico) e la cruentazione dei margini della ferita (l’asportazione del bordo di tessuto non vitale, per favorire una nuova cicatrizzazione). Durante questa fase è emerso, dalla ferita, un punto di sutura ancora presente nel tessuto — verosimilmente residuo di una precedente escissione di un neo nella stessa zona. Rimosso questo elemento, a domicilio ho lasciato alla paziente solo un cerotto di scarico, senza prescrivere alcuna medicazione aggiuntiva.

I risultati

Alla visita di controllo la paziente si è presentata camminando con le proprie gambe, senza più le stampelle, riferendo un netto miglioramento.

Non è possibile stabilire con certezza quanto il miglioramento sia legato unicamente alla rimozione della sutura, ma la sequenza clinica — rimozione e netto miglioramento a breve distanza — resta un promemoria utile: quando una ferita non si chiude nei tempi attesi o il dolore persiste, può valere la pena farla valutare da uno specialista, prima di aspettare che si risolva da sola.


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